Wanda si è sposata a Giugno. Il giorno delle sue nozze era radiosa. Il suo abito da sposa le ha regalato tanta emozione e Stefania desiderava intervistarla.

Lo ha fatto per noi, perché sapere il tuo punto di vista, le tue emozioni, le tue sensazioni, per noi tutte, che lavoriamo al tuo abito, è importante, dà un senso ad ogni punto che mettiamo sulla tua seta, ad ogni cristallo che infiliamo nell’ago, ad ogni imbastitura che sfiliamo.

Lo ha fatto perché quando ritiri il tuo abito da sposa, noi incrociamo le dita per te, speriamo che tu non pianga e che lui ti guardi con tutto l’amore che può. E quando arriva il giorno del tuo matrimonio sorridiamo al pensiero che stai per indossarlo, che ti sta arrivando il bouquet, che le persone ti attendono fuori la porta di casa solo per guardarti e augurarti tanta felicità nel tuo cammino d’amore. Poi si avvicina l’ora in cui tutto avrà inizio e noi guardiamo il cielo e speriamo, tutte insieme, che splenda un gran sole per te e per lui.

Ti ho già raccontato che emozione è per tutte noi il giorno in cui vieni a scegliere il tuo abito ( era questo il post ) e seguirti in tutti i preparativi ci fa sentire parte della tua famiglia, sapere come è andata la giornata delle tue nozze ci gratifica molto più di quanto pensi.

Stefania ha voluto regalarci le emozioni di Wanda e così, tutte noi, siamo entrate con lei in chiesa, nascoste sotto la gonna, giù fino all’altare dove la abbiamo lasciata tra le braccia della sua dolce metà.

Elena Barba

Quando per una donna arriva il momento di organizzare il proprio matrimonio nella sua mente affiorano immagini che la portano direttamente al giorno delle nozze: i fiori che addobberanno la chiesa, i parenti e gli amici elegantissimi, ma soprattutto il suo abito da sposa.

Il momento della scelta dell’abito è uno dei più importanti, perché dovrà renderla unica, dovrà farla sentire se stessa e raccontare di lei agli altri.

Generalmente la sposa prende tante informazioni prima di andare in Atelier a misurare qualche capo, ( c’è qualche breve consiglio in questo post ), inizia col valutare i vari modelli e stili, come il Vintage ed il Boho Chic ( se sei una sposa bohèmien dai un’occhiata a  questo post qui ) e cerca di capire quale sarà la scollatura più adatta a lei, ( di alcune ne parliamo qui ), si preoccupa di conoscerne i prezzi ( se ti interessa in questo post abbiamo affrontato anche questo argomento ), e solo alla fine prenderà un appuntamento di prova. Le nostre clienti possono prenderlo scorrendo verso il basso questa pagina ed inserendo le loro richieste.

Così ho incontrato Wanda per chiederle dei suoi preparativi e lei non vedeva l’ora di rispondere alle mie domande per ripercorrere ogni momento vissuto. Dicono che quei giorni non si dimentichino facilmente e, guardando la luce nei suoi occhi, adesso so che è vero.

– “Ciao Wanda, da quanto tempo siete sposati tu e Paolo?”-

– “Ciao Stefania! Ci siamo sposati a Giugno di quest’anno, dopo 3 anni di fidanzamento. Un giorno lui è venuto a prendermi a lavoro, mi apre la mano sinistra e ci mette dentro uno scatolino a forma di cuore. Io sono rimasta per un attimo immobile, avevo già capito, poi, senza neanche aprirlo, l’ho guardato e gli ho detto..Si “-

– “..e così hai iniziato subito a pensare al tuo vestito da sposa?”-

– ” Ho iniziato a pensarci più o meno 5/6 mesi prima della data del matrimonio, ovviamente avevo già un’idea in mente, ma è stato quando ho cominciato ad avvisare parenti ed amici dell’evento che mi sono resa conto che dalla fantasia si doveva passare alla pratica. ” –

– “Quanti abiti hai misurato prima di scegliere quello giusto per te?” –

– “Eh, devo ammettere che pensavo fosse molto più facile la ricerca. Sai, avendo già le idee piuttosto chiare, credevo di provarne giusto un paio prima di decidere per quello definitivo, Invece ne ho provati almeno 6 prima di quello giusto. Ho iniziato guardando le Collezioni online ( come questa ad esempio )e così mi sono fatta una prima idea dei modelli e stili che esistevano.” –

– ” e quando ti sei guardata allo specchio cosa hai pensato?” –

– “Se devo essere sincera, mi sono emozionata per due abiti in particolare. Ne ho provato uno ad un certo punto e mi sono sentita subito a mio agio, quindi la fantasia è andata al giorno delle nozze. Mi immaginavo tra i miei amici e  parenti sottobraccio a mio marito. Avevo scelto quello, poi sono tornata in Atelier per mostrarlo anche a mia madre e tra quelli che la proprietaria stava spostando ne ho intravisto uno che mi ha colpita. Non so come spiegarti, ma sentivo una vera attrazione verso quel vestito e così chiesi di provarlo. Lo specchio mi guardava e io avevo le lacrime che mi scendevano giù sulle guance, non so dirti neanche io perchè piangessi eppure era così. Quello era il mio abito! Ed era stato lui a scegliere me..”-

– ” e rispecchiava la tua idea iniziale?” –

– “Sinceramente no, anzi proprio il contrario. Mi ero immaginata con un vestito rosa antico, senza bretelline, magari anche ampio, un po’ da principessa se vuoi. Alla fine ho scelto un abito bianco seta, lo scollo poggiava appena a filo di spalla e la gonna mi colpì per quanto fosse morbida e leggera. Pensa che quando tornai a casa e lo dissi a mia madre neanche voleva credermi. Avevo sempre detto che il mio vestito sarebbe stato rosa..”-

– ” e ogni volta che lo hai indossato alle misure hai provato la stessa emozione ? ” –

– ” ..adesso che mi ci fai pensare..alla prima misura si, ma ero anche terribilmente nervosa. Fortuna che erano con me tutte le mie amiche a rassicurami. Avevo paura che una volta indossato di nuovo non mi sarebbe piaciuto più, non so neanche perchè pensassi questo, ma devo dirti che appena indossato fu una grande emozione di nuovo. Le persone dell’Atelier erano tutte molto carine e mi riempivano di attenzioni. Sai che anche loro non vedevano l’ora di provarmelo? Mi sono sentita serena e protetta. Le mie amiche avevano gli occhi lucidi.” –

– “.e alla consegna come è andata? Raccontami..” –

– ” Diciamo che al momento della consegna ha prevalso la paura che si sporcasse, che si strappasse, ero davvero in ansia, ma in Atelier mi hanno spiegato perfettamente come portarlo via, come appoggiarlo in macchine e come tenerlo a casa. Poi,quando l’ho portato al sicuro nella mia ex cameretta d’infanzia, ho chiuso la porta e sono stata per oltre mezz’ora a fissarlo: lui appeso all’anta dell’armadio e io seduta sul letto tra pianti e risa. Una specie di matta!”-

– ” e il giorno delle nozze..?” –

– “Mi sono svegliata la mattina che non stavo nella pelle, ho pensato: bene, ci siamo! L’ho indossato e mi sono guardata nello specchio. Giravo su me stessa come una bambina col vestito dei suoi sogni, non mi sembrava vero che fosse arrivato il mio momento. Mi sono staccata dallo specchio, al quale ero rimasta incollata, solo perchè il fotografo mi reclamava. Era il momento di scattare qualche foto con la famiglia e poi sarebbe stato il momento di scendere giù..”-

– ” e Paolo quando ti ha vista?” –

– ” Ho visto prima io lui e mi tremavano le gambe, ma ero ancora lucida. Poi sono entrata, andavamo piano, sotto al braccio di mio padre e più mi avvicinavo a lui meno capivo. Sono arrivata all’altare e mi ha spostato il velo. Ci siamo guardati negli occhi e il cuore andava a mille.

Non dimenticherò mai quel momento. Credo che da solo racchiuda il senso di tutto, l’emozione e l’amore che provi, la persona che hai scelto, le sue mani, tutto, in quel momento è unico e soltanto tuo. Lui non mi staccava gli occhi di dosso. Era..rosso in viso, occhio lucido..poi una amica si è avvicinata per aiutarmi con la coda e abbiamo realizzato che eravamo di nuovo in chiesa. “-

– ” ricordi tutto di quella giornata ? ” –

– ” più o meno si. Ricordo le persone che mi baciavano, il momento della torta, le foto con gli amici, le risate con le amiche. Ho mangiato poco, perchè volevo godermi ogni attimo con le persone che amo, ma della torta ho fatto il bis. La sera siamo andati a casa nostra e Paolo apre la porta, si fa di lato per cedermi il passo e mi sussurra.. “..sono l’uomo più fortunato del mondo..” –

Ogni volta che rispondeva alle mie domande gli occhi di Wanda si illuminavano, lo sguardo era di una donna felice.

Stefania Virginio