Lady Diana e il suo matrimonio da fiaba resteranno nei nostri cuori per sempre.

Chi di noi non ricorda la splendida Lady Diana?

Gli inglesi l’hanno amata fin dal primo istante in cui fu annunciato il matrimonio di Diana con il principe Carlo d’Inghilterra.

Era come in una fiaba, una giovane donna del popolo ed un principe. Un matrimonio ed un amore grande, gli ingredienti per sognare c’erano tutti. Quando entrò in chiesa il suo abito da sposa sembrava sorridere al mondo. Il volume, la coda immensa, gli sbuffi, il pizzo, ogni elemento di quel vestito compensava la sua origine modesta rispetto alla casa reale inglese e raccontava felicità.

Il suo matrimonio è stato infelice ma lei ha saputo comunque essere sempre la principessa che gli inglesi desideravano. Il suo amore per i figli, il suo dedicarsi alle persone bisognose e malate, il suo essere sempre tenera e semplice ne hanno fatto “la principessa”. Sarà difficile offuscarne il ricordo.

Il suo coraggio di amare, Rita ce lo racconta partendo dalla sirenetta Ariel, confrontando la fiaba con la realtà.

Elena

matrimonio Diana ed il principe Carlo d'Inghilterra

 

La fiaba di Ariel, con il suo triplice percorso per coronare il suo sogno d’amore, ricorda la storia di Lady Diana e di uno dei matrimoni più famosi della storia d’Inghilterra.

Quali sono gli elementi comuni tra fiaba e realtà? Proviamo a capirlo.

Lady Diana e Ariel, la sirenetta: un ipotetico confronto tra fiaba e realtà

È curioso come storie e personaggi immaginari possano ricordare persone realmente esistite e matrimoni famosi che hanno fatto sognare intere popolazioni. Seguendo questo percorso, viene naturale accostare la storia di Lady Diana con quella della sirenetta di Andersen.

Come nella fiaba, lady Diana rappresenta il coraggio di salire in superficie, di distaccarsi dalle convenzioni sociali per poter costruire un percorso di vita in cerca del vero amore. Una ricerca che ha comportato molti sacrifici per la principessa ma il cui coraggio di compiere delle scelte, assumendosi rischi e responsabilità, è rimasto nel cuore di tutti coloro che l’hanno amata e seguita in vita.

Una storia triste, una storia di donna che, ripensando alle parole di Candle in the Wind, canzone che Elton John dedicò poi a Lady Diana, ebbe il coraggio di rimanere sé stessa.

Il coraggio di rimanere sé stesse, è questo il punto d’incontro tra il reale e la fiaba.

Ariel e Diana desideravano con tutto il cuore e l’anima di trovare l’amore e la felicità.
Un amore che le completasse come persone, non che le annullasse. Una felicità costruita su misura e non per imposizione. Forse è anche per questo che l’abito da sposa di Lady Diana non affascinò come quello di Grace Kelly, perché non era a misura di sposa ma studiato più per stupire gli invitati che per celebrare l’impegno e le emozioni che ruotano attorno al: – Sì, lo voglio! –

L'abito da sposa di Lady Diana

L’abito da sposa di Lady Diana: troppi dettagli sfarzosi per la bellezza semplice

Ti è mai capitato di vedere il filmato del matrimonio tra lady Diana e il principe Carlo? Dell’abito da sposa della principessa del Galles rimane impresso lo strascico lungo più di sette metri e la sovrabbondanza di merletti.

A primo impatto troppo sfarzoso per esaltare la semplice bellezza della sposa, nascosta da un insieme di sovrabbondanti dettagli che quasi nascondono gli elementi più belli del vestito come:

  • il corpetto
  • i colori ed i tessuti (delicato avorio e morbida seta)
  • le maniche a sbuffo
  • la gonna ampia e vaporosa

Dettagli che, messi tutti assieme, sembrano più sottolineare le antiche tradizioni reali che accogliere in famiglia Diana Spencer, seppur scelta in sposa. Solo con il matrimonio tra Kate Middletton ed il principe William si troverà un equilibrio tra l’essere sé stessi e il far parte della famiglia reale, con obblighi e doveri.

Gli stessi dettagli che infagottavano lady Diana, come i merletti Carrickmacross, le perle e la gonna ampia e  vaporosa, tornano anche in lady Kate ma seguono una linea più moderna e adatta sia alla sposa sia al contesto.

In che modo è possibile realizzare questo equilibrio tra sposa e contesto, evitando epiloghi disastrosi?

Lo racconta Elena Barba confrontando gli abiti su misura ispirati a quelli di Lady Diana e di Kate Middleton.

Rita Fortunato 

L’abito da sposa di Lady Diana, quando il vestito non ti rappresenta.

Ricordo perfettamente il momento in cui Diana entrò in chiesa. Il suo strascico regale e lunghissimo sembrava non finire mai. Ero in Inghilterra in quei giorni, in vacanza ad Hastings, ospite di una famiglia inglese. Restammo tutto il tempo incollati alla televisione. Il giorno del matrimonio tutti gli inglesi erano felici, il principe si sposava e la futura principessa era una moderna Cenerentola. Lei, Diana, una ragazza semplice, gentile ed educata, tenera come non mai, arrivò avvolta in una seta avorio, circondata da paggetti e damigelle. Se ne parlò per giorni, a tutti sembrò perfetta ed il matrimonio davvero regale, una fiaba vera.

Ma cosa di quel vestito da sposa rappresentava Diana come donna?

Già, perchè lei, Lady D, in realtà era l’esatto opposto di quello che indossava. Certo un matrimonio reale ha bisogno di seguire alcune regole e l’abito della sposa deve essere adeguato all’importanza dell’evento. Una cattedrale meravigliosa, la presenza di tutti i reali europei e di tutta la nobiltà inglese, il protocollo da seguire, furono questi i motivi che spinsero probabilmente Diana a scegliere un modello così diverso da quello che era il suo stile e il suo carattere.

Gli stilisti che lo disegnarono per lei, David ed Elizabeth Emanuel, lo descrissero come un abito “adeguatamente drammatico, al fine di fare una buona impressione“. Probabilmente Diana scelse, con l’opulenza di volumi e tessuti, quello che credeva potesse meglio rappresentare l’importanza del momento.

la lunga coda del vestito da sposa di Lady Diana

 

L’abito fu tenuto segreto per tutto il tempo della sua realizzazione e solo la famiglia della sposa aveva accesso a dettagli e caratteristiche. Quello che oggi sappiamo ci è stato raccontato dagli stilisti stessi, gli Emanuel, nel libro A dress for Diana, pubblicato solo recentemente, nel 2011. I dettagli delle prove, le piccole e grandi modifiche che furono fatte, il merletto di Carrickmacross, le perle che furono utilizzate per il ricamo, le scarpe fatte fare su misura, con le iniziali degli sposi racchiuse in un cuore incise nella suola, i bozzetti tra i quali scelse, il libro raccoglie tutti questi ricordi e li custodisce gelosamente per il futuro.

Lo sfarzo di quel vestito da sposa, in realtà, non la rappresentava affatto.

La fiaba di questo grande amore restò tale e la realtà divenne ben diversa già poco prima del matrimonio stesso, prova ne fu che la sposa dimagrì così tanto durante le prove che ci fu bisogno più volte di rifare il corsetto.

Una storia triste, ma un grande amore. Almeno per lei fu così.

Non so voi, ma io ho sempre amato questa donna così tenera che ha continuato per tutta la sua vita matrimoniale a mantenere riserbo e contegno sulla sua vita privata. Ha amato la sua famiglia ed i suoi figli senza pretese, si prodigava per il prossimo e trascorreva le sue giornate tra beneficenza e volontariato. Una donna davvero straordinaria.

Il suo abito da sposa era davvero troppo per questa donna così dolce e romantica, strideva con la sua personalità e, forse, era troppo anche per un matrimonio regale. Io l’avrei vestita di bianco, di un romantico pizzo bianco per il corsetto e l’avrei avvolta in una nuvola di georgette di seta morbida. Avrei anche ridimensionato l’enorme sbuffo delle maniche che ingolfano il collo e ne allargavano inutilmente la figura.

Sono sempre stata convinta che il vestito che indossi nel giorno delle tue nozze debba rappresentare te, per come sei tu. Non ha importanza se sposi un principe oppure un impiegato, quello che devi tenere presente è sempre prima di tutto il tuo stile, il tuo carattere. Un occhio allo stile del ricevimento, qualche prova per stabilire il modello che ti sta meglio e poi spazio solo al proprio modo di essere.

Devi guardarti allo specchio, quando lo misuri e “sentirlo tuo”, è il modo migliore per essere adeguata al tuo ricevimento. Lasciati consigliare le modifiche più appropriate dalla professionista che si occupa di te e, se ne hai la possibilità, cerca di optare per un abito da sposa su misura. 

Come capire qual è l’abito da sposa perfetto?

Nel salone di prova dell’atelier che sceglierai per farti confezionare il vestito per le tue nozze, potrai misurare tanti modelli diversi e io sarò pronta a personalizzarlo per rappresentarti in tutta la bellezza dei tuoi sogni d’amore e felicità coniugale.

Elena

Elena Barba

 

 

 

 

 

Rita Fortunato                                                                                                                                                 Elena Barba