Indossare l’abito da sposa di mamma, le modifiche ed il restauro che lo rendono trendy.

Era il 1920 e Suor Eufrasia e le consorelle, maestre in tecniche di ricamo ad ago, confezionarono questo delicatissimo abito da sposa in cotone e pizzo per la bisnonna Dalinda. Oggi il restauro e le modifiche che farò lo renderanno il perfetto abito da sposa di Irene.

Inizia così la storia di questo vestito cucito agli inizi del 1900 per una giovane sposa. Prosegue con l’amore della prima che lo ha indossato e che lo ha conservato gelosamente.

Indossare l'abito da sposa di mamma

Indossare l’abito da sposa di mamma

L’abito da sposa di Dalinda è rimasto per anni avvolto nella carta per proteggerlo dalla luce e riposto gelosamente in un armadio. Di madre in figlia, è passato a Rossella, che, anche se decise di non indossarlo, continuò a custodire quel prezioso ricordo di famiglia. Lei stessa lo tramandò a sua figlia Renata, che andò all’altare facendogli apportare alcune modifiche in sartoria. Oggi questo prezioso ricordo è di Irene.

Abito da sposa della nonna

Abito da sposa della nonna

Arriva qualche mese fa nel salone di prova del mio Atelier Sposa portando in mano questo pacchetto di carta colore avana. Titubante lo appoggia sulla cassettiera dove teniamo le acconciature. Inizia a raccontarmi di questo vestito da sposa, del suo desiderio di poterlo indossare al suo matrimonio e del valore affettivo grande che aveva per lei potersi sposare con l’abito di famiglia.

Irene era preoccupata dalle condizioni dell’abito e non sapeva se il modello poteva essere adatto al suo corpo. Renata, la mamma, sorride ed inizia a ricordare. All’epoca sua si erano rivolte a un’ottima sartoria e avevano approntato diverse modifiche al modello originale per fare in modo che si adattasse a lei.

Apro il pacchetto con gran cura, quasi come se sapessi che suor Eufrasia dall’alto mi teneva sotto controllo.

Il vestito era stato ripiegato con cura, era stato lavato e stirato, ma ad un primo sguardo il cotone sembrava piuttosto ingiallito. Renata mi spiega le modifiche che la sarta le aveva fatto, mi mostra la fodera aggiunta, il taglio nella base della gonna per farlo aderire leggermente sui fianchi.

Irene desiderava che il vestito non fosse soltanto restaurato, ma anche modificato in modo deciso. Voleva un abito nuovo, in parte diverso, ma che mantenesse lo stile del vestito della bisnonna. Sembrava una bella scommessa. Recuperare le trine rovinate, cercare di eliminare l’ingiallimento del cotone, disegnare un abito adatto ad i gusti di Irene ed incastrare elementi diversi, come tessuti nuovi e parti dell’abito di suor Eufrasia.

Recuperare trine del 1920 rovinate

Recuperare trine del 1920 rovinate

Mi sono presa qualche giorno per poter valutare attentamente la situazione.

Le condizioni del vestito erano la cosa più importante da considerare.

Il cotone sembrava abbastanza resistente, ma l’ingiallimento era forte e le probabilità di riportarlo al bianco erano decisamente poche senza aggredire le fibre, cosa che non avrei mai voluto fare. Le trine che correvano lungo tutto il corsetto avanti e dietro erano state realizzate ad ago, con un filo sottile e contornavano il centro realizzato con microscopiche nervature.

Abito da sposa del 1920 particolari del pizzo

Abito da sposa del 1920 particolari del pizzo

Quando ci siamo riviste con Irene e la mamma Renata, abbiamo stabilito il da farsi, il modello dell’abito nuovo, i suoi accessori e tutte le attività di recupero dell’abito. Inizierò a lavorare al giallo del cotone e solo quando sarò sicura di averlo recuperato al meglio procederò con il restauro delle trine.

Cercherò di documentare nel tempo questo lungo lavoro di restauro con degli articoli dedicati. Li terrò per ricordo di questo progetto che mi prenderà un anno e che farà felice Irene e la sua famiglia.

Al prossimo.

 

Elena Barba