Un corsetto sposa scolpito in Atelier.

Finalmente riesco a buttare giù due righe di nuovo.

Sto rubando il tempo alla costruzione di un nuovo abito della collezione sposa 2018, ma ci tenevo a farti vedere come nasce in sartoria un corsetto da sposa, la sua costruzione al manichino e l’effetto che fa una volta completo.

Pochi minuti, poi correrò di nuovo in laboratorio per controllare che tutto sia perfetto per i ritiri di questo fine settimana e per continuare il modello nuovo.

Come nasce in sartoria un corsetto da sposa

Come nasce in sartoria un corsetto da sposa

Come sempre quando si immagina un nuovo abito da sposa, dopo il bozzetto di base, si passa alla fase di scelta dei tessuti.

Entro in deposito ed inizio a sbirciare tra le pezze. Tiro fuori un po’ di disegni, quelli che a naso possono essere i più adatti per il risultato che ho in mente e li porto in sala taglio. Faccio la spola decine di volte, prendo di tutto, non so mai esattamente quale sarà il disegno che mi occorre, ho tutto in testa. Inizio ad aprirli ed a drappeggiarli sul busto sartoriale, li giro, li rigiro, li mescolo. Accosto il busto alla tavola ed inizio a girarci intorno con il pizzo. Sapessi quante volte resto arrotolata nel tessuto e neanche so come uscirne.

Quando finalmente trovo il disegno migliore per ottenere quello che il mio bozzetto chiede, passo al taglio del tessuto di base.

Il corsetto di base che accoglie il pizzo è come una tela bianca. Il modello è modificabile ancora, deve esserlo almeno fino a quando non ho completato la mia costruzione. Tutto può cambiare. La base accoglie il disegno, ma è questo che detta le regole. Se il fiore dice -” scollami..”- tu scolli.

Il corsetto sposa che accoglie il pizzo è come una tela

Il corsetto sposa che accoglie il pizzo è come una tela

Così nasce una costruzione armoniosa.

Cresce piano piano, con calma e pazienza, senza fretta.

I fiori del pizzo vengono appoggiati con delicatezza e fermati con gli spilli, l’incastro inizia a creare un disegno ed ogni foglia o fiore deve avere una posizione precisa.

Il corsetto prende la sua forma finale ed è allora che se ne valuta la simmetria, l’armonia e lo sviluppo poi possibile nelle varie taglie e conformazioni delle spose.

Si perchè di fatto il campione del capo viene realizzato in una taglia standard, generalmente la 42 oppure la 44, ma realizzare lo stesso identico e preciso disegno per una sposa con una taglia 52 non è esattamente la stessa cosa.

Il disegno non verrà mai ripetuto in modo assolutamente identico, date le differenti misure e la perfetta realizzazione è lasciata alle abilissime mani delle sarte ricamatrici.

Solo un forte senso dell’armonia ed una ottima esperienza nell’incastro del pizzo saprà regalare alla sposa un corsetto con un effetto assolutamente molto simile all’abito da sposa di campione.

Inoltre la possibilità di modificare le basi e la scollatura dell’abito da sposa rende il lavoro ancora più complesso. Si perdono i punti di riferimento che puoi osservare sul campione e resta davvero solo alla tua abilità riuscire a creare per la tua sposa un lavoro unico ed esclusivo che sappia strapparle un gran sorriso e che lasci a bocca aperta tutti il giorno del suo matrimonio.

Modificare le basi e la scollatura dell'abito da sposa

Modificare le basi e la scollatura dell’abito da sposa

Ritornando al mio corsetto sposa (del quale ti lascio qualche foto mentre è nella fase di costruzione e di ricamo ) il pizzo che ho scelto questa volta è un disegno antico.

Appartiene alla famiglia dei “dentelle” di Calais, Francia ed è un motivo che storicamente si ritrova sia in forma di chantilly che di rebrodè, l’ultimo è quello che prediligo e, soprattutto, nella versione leggera, in modo da lasciare a questo corsetto la sua leggerezza e la lettura della velata trasparenza che lo caratterizza.

Dopo lo studio del campione di base scatto una serie di fotografie che mi consentono di conservare la forma e l’intreccio prima di rimuoverne alcune parti. Si sposta con grande delicatezza la base dal manichino sartoriale e si iniziano a ricamare delicatamente i fiori di pizzo.

Il tutto può essere diviso in più parti, per comodità ed anche per rendere più scorrevole il passaggio del filo. In un secondo momento si continua l’incastro rimasto e si procede ancora al suo ricamo.

Il lavoro è lungo e meticoloso ed ha bisogno di ogni cura possibile.

Il pizzo ha un’anima romantica ed una morbidezza di movimento che lo spillo non riesce a bloccare del tutto, per questo la cura deve essere estrema.

Ma alla fine di ogni lavoro, o “tela”, come mi piace chiamare questi corsetti sposa scultura, il risultato è talmente appagante che ti sembra che il tempo sia volato.

Corsetto sposa scultura

Corsetto sposa scultura

Adesso devo scappare.

Il nuovo abito da sposa 2018 al quale sto lavorando mi attende impaziente sulla tavola di taglio ed io non vedo l’ora di veder nascere questo nuovo sogno.

Forse te ne ne parlerò in un prossimo post che spero di riuscire a scrivere tra le mille cose da fare.

A presto

Elena